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Periodico parrocchia del Ss.Antonio Abate e Francesca Cabrini - Sant'angelo Lodigiano
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Santa Messa della Domenica


  

14 Luglio 2024


XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO B


  LITURGIA DELLA PAROLA 



  Prima Lettura

  Va’, profetizza al mio popolo.


  Dal libro del profeta Amos (Am 7, 12-15)

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». Amos rispose ad Amasìa e disse: «Non ero profeta né figlio di profeta; ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro. Il Signore mi prese, mi chiamò mentre seguivo il gregge. Il Signore mi disse: Va’ profetizza al mio popolo Israele».


Parola di Dio.   


 

Salmo Responsoriale  Dal salmo 84

Mostraci, Signore, la tua misericordia.


Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: 

egli annuncia la pace

per il suo popolo, per i suoi fedeli.

Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, 

perché la sua gloria abiti la nostra terra. R.


Amore e verità s’incontreranno, 

giustizia e pace si baceranno. 

Verità germoglierà dalla terra

e giustizia si affaccerà dal cielo. R.


Certo, il Signore donerà il suo bene 

e la nostra terra darà il suo frutto; 

giustizia camminerà davanti a lui:

i suoi passi tracceranno il cammino. R. 

 


Seconda Lettura  

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (Ef 1,3-14)

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi

mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra.

In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati - secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà - a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. 

In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.


Parola di Dio. 


  Canto al Vangelo (Ef 1,17-182)5


Alleluia, alleluia.

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo

illumini gli occhi del nostro cuore

per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. 


Alleluia.



  Vangelo   
  Prese a mandarli.


Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,7-13) 

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».

Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.


Parola del Signore.




Messaggio del Parroco


Carissimi,

siamo arrivati al culmine dei festeggiamenti cabriniani. Lunedì ricorderemo infatti la nascita della nostra Madre Cabrini avvenuta il 15 luglio del 1850. Rievocheremo quel giorno con il tradizionale lancio delle colombe, che ritornerà davanti alla casa natale, a ricordo di quel volo di colombe che annunciarono a papà Agostino la venuta alla luce della sua decima figlia. A sera in Piazza XV luglio concluderemo solennemente il percorso intenso di questi giorni con la S. Messa presieduta dal nostro vescovo. Queste celebrazioni non debbono tuttavia volgere il nostro guardo insistentemente e solo verso il passato, ma piuttosto verso il presente ed il futuro. Ricordare, commemorare, celebrare è bello, doveroso e, prima ancora, importante, proprio perché quel passato può illuminare il nostro oggi e può orientare il cammino che sta davanti a noi. La Cabrini ha detto… la Cabrini ha fatto…. la Cabrini è stata…. di lei si parla al passato quando sarebbe ben più utile e interessante parlarne al presente. Io me lo chiedo cosa direbbe, cosa farebbe e dove andrebbe Francesca Cabrini se fosse oggi fra noi. Credo che questa domanda ce la dobbiamo fare un po’ tutti a partire dalle sue figlie spirituali, chiamate prima degli altri a tener vivo il suo carisma e calarlo nella realtà dei nostri giorni, poi anche noi che sentiamo “Cecchina” di casa, perché è nata qui, perché il suo carattere, la sua fede, il suo temperamento lo ha assimilato non solo nella sua famiglia, ma nella sua e nostra comunità, della sua e nostra città. In lei possiamo ammirare cosa accade quando le qualità dei santangiolini vengono messe a servizio del Vangelo.

La prima cosa che direbbe Madre Cabrini oggi è che i nostri cuori debbono tornare ad ardere per il Signore. Basta entrare in chiesa durante una Messa infrasettimanale, per capire che la luce che arde davanti al Santissimo si fa sempre più fioca e venendo meno l’amore per lui, viene meno anche l’amore per la Chiesa e per gli uomini. Dove è finita la nostra fede, la fede dei nostri Padri? Dove è finita quella fede che ha permesso di costruire la nostra meravigliosa e imponente Basilica, le altre chiese, i nostri oratori? Dove è finita quella fede che vedeva la partecipazione corale della popolazione alla vita della comunità e faceva dei suoi ministri un punto di riferimento a cui obbedire con rispetto e docilità? Dove è finita quella fede che si è tradotta in tante opere di carità, che ha voluto costruire persino una casa di riposo per accompagnare gli anziani nell’ultimo tratto non facile della loro vita, affinché non si sentissero soli, dimenticati dalla comunità? Per chi brucia il nostro cuore? Perché se non brucia più per il Signore, dovrà pur bruciare per qualcos’altro. Ma il nostro cuore, come il roveto ardente nel quale Dio si rivela a Mosè, non si consuma solo se ha bruciarlo è un fuoco d’amore per Cristo. Ogni altro fuoco ci consuma e di noi, di quel che facciamo, di quel che accumuliamo non resterà nulla. Santa Francesca oggi ci inviterebbe a fermarci a contemplare il cuore di Gesù, a capire cosa quel cuore rappresenta per noi, lasciando che quell’amore che si è dato a noi totalmente riesca a ridare vita e calore anche ai nostri cuori che sono freddi ormai da tempo sia verso Dio che verso i nostri fratelli. Madre Cabrini come prima cosa cercherebbe di contribuire a rendere più unita e solidale la sua città. Ciò che divide e allontana o, peggio, mette in contrapposizione non può venire dal Signore e in più ci indebolisce. Ataviche rivalità tra le due sponde del Lambro devono scomparire, le parrocchie, le associazioni, gli schieramenti politici, le diverse comunità etniche che oggi abitano Sant’Angelo debbono avvicinarsi tra di loro, conoscersi e lavorare insieme condividendo valori e obiettivi comuni. Chi alimenta pensieri e sentimenti che mantengono e accrescono la distanza pensando che questo sia l’unico modo per non scomparire, per preservare sé stessi e la propria identità, sta solo remando contro la storia, ma peggio ancora contro quel disegno di Dio che ci vuole tutti fratelli nel suo Regno. Se a Babele le diverse lingue hanno disperso l’umanità, a Pentecoste accade l’esatto contrario: uomini provenienti da tutti i popoli, lingue e nazioni sono convocati, radunati insieme grazie allo Spirito che il Crocifisso-Risorto ha donato, dando inizio ad un processo irreversibile che porterà all’avvento di un Regno di amore, di giustizia e di pace.

Dove andrebbe oggi Madre Cabrini? Probabilmente rimarrebbe a Sant’Angelo, non in oriente, non in occidente, ma qui. Perché quelle genti che fin da bambina sognava di raggiungere con le sue barchette e quei migranti che il Papa ha mandato a soccorrere oltre l’oceano, oggi sono qui, vivono con noi, anche se a molti danno fastidio e fanno finta di non vederli, come se non esistessero. Nondimeno ci chiederebbe di spiegare le ali e di spiccare il volo, perché senza questa libertà non potremo essere missionari neanche a casa nostra. C’è un molo da cui dobbiamo salpare, c’è una traversata da compiere, c’è un lungo viaggio da fare. Solo così sapremo uscire dai nostri schemi mentali, dalle abitudini che abbiamo idolatrato facendone delle tradizioni intoccabili, dai luoghi in cui ci sentiamo sicuri e protetti, superare le nostre paure. Madre Cabrini la vedremmo oggi più per strada che in chiesa, nelle case, nelle scuole, nei luoghi dove ci si prende cura degli altri, al Pilota e alle Gescal e non aiuterebbe solo gli italiani cattolici, ma tutti indistintamente annunciando con il suo amore gratuito che solo un cuore che brucia per Cristo è capace di darsi tutto a tutti e trasformare il mondo. 


Il vostro Parroco don Enzo. 



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